PASQUA SURREALE, MA NECESSARIO STARE A CASA

Il paesaggio, senza macchine e senza rumori, è surreale. E' la Pasqua ai tempi del Coronavirus. Il rumore del traffico lascia spazio ai suoni della Primavera, al canto degli uccellini e alla calma della natura. Chiese vuote, strade deserte e tutti a casa. Così la Valle Camonica si è presentata questa domenica: nonostante la bella giornata di sole i camuni hanno rispettato gli appelli e le restrizioni e sono rimasti a casa. Se i dati dei contagi rallentano, è infatti vero che i numeri in provincia di Brescia, che supera per numero di contagi quella di Bergamo, sono ancora troppo alti. Fino al 3 maggio le misure restrittive restano in vigore e per farle rispettare anche nel giorno di Pasqua si sono svolti i controlli delle forze dell'ordine sulle strade delle nostre valli con particolare attenzione alle località turistiche, in alta Valle Camonica come a Castione della Presolana per esempio, dove turisti provenienti da altre province e proprietari di seconde case sono stati multati e fatti tornare a casa. Sul fronte sanitario il dato più significativo riguarda il numero dei ricoverati in terapia intensiva, sempre in calo, che dimostra che il Coronavirus ora il sistema riesce a combatterlo di più nelle case e a prevenire le forme più gravi, grazie anche a nuove terapie e nuovi farmaci ma se è vero che la terapia è stata affinata è anche vero che manca ancora quel farmaco miracoloso di cui tutti vorrebbero conoscere l'esistenza. La sanità lombarda è sempre più attrezzata anche grazie a nuovi aiuti: nelle scorse ore, accolti dal vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, sono arrivati all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, 43 infermieri volontari reclutati principalmente nelle regioni del centro-sud dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. Gli infermieri, accompagnati dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, vanno ad aggiungersi al contingente di medici arrivato nei giorni scorsi a Bergamo e a Milano Linate. Per curare le persone che si trovano in terapia intensiva e sub intensiva occorrono infatti équipe specializzate e i 43 infermieri che si sono offerti di aiutare la Lombardia sono stati destinati 8 al Civile di Brescia, 8 all'ospedale Ana alla Fiera di Bergamo, 7 all'ospedale in fiera a Milano, 6 all'Ats di Bergamo, 6 a Cremona, 4 all'Asst del Garda e 4 a quella della Valle Camonica. A questi infermieri si aggiungono i medici arrivati nei giorni scorsi e tutto il personale reclutato in tempi record dalla Regione per l'emergenza Coronavirus: solo per l'Asst della Valle Camonica la Regione ha reclutato 73 tra personale di comparto, laureati, specialisti e specializzandi. Mentre sul fronte ospedaliero si continua a lottare e il tasso del contagio scende anche se lentamente, la politica guarda con apprensione alla fase due, quella delle riaperture, che potrebbe vanificare gli sforzi fatti se i tempi non saranno maturi. Per questo la Regione ha chiesto al Governo voce in capitolo sul tema della riapertura da affrontare insieme alla comunità scientifica e agli esperti, medici, virolgi scienziati ma anche economisti di geopolitica.

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